ADOLF HITLER – IL PIU’ CATTIVO DEL MONDO

Adolf Hitler non si sarebbe dovuto chiamare Hitler. La nonna si chiamava Maria Schicklgruber ed ebbe un figlio illegittimo con un tizio di cui si sono perse le tracce. Quel pargoletto si chiamava Alois ed era destinato a diventare il padre del più famoso dittatore della storia. Per questo motivo prese il cognome della madre diventando Alois Schicklgruber. A 39 anni però decise di cambiare cognome, optando per quello del suo patrigno, Hiedler, o forse Hüttler su alcuni documenti. Venne però scritto male e divenne Hitler.

Baffetto nasce a Braunau am Inn, in Austria, il 20 aprile del 1889. ci sono anche voci su un presunto incesto fra i genitori di Adolf. La nonna materna infatti faceva di cognome Hiedler, quindi è possibile che fossero imparentati.

Adolf Hitler il dittatore nazista

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Pare che, in giovane età, abbia meditato di farsi prete. Ma la sua vera vocazione era quella artistica. Si trasferì a Vienna e puntò a iscriversi all’accademia delle belle arti, ma senza successo. 

Negli anni in cui si trovava a Vienna iniziò a rafforzarsi il suo antisemitismo, già iniziato in giovane età sia in famiglia che a scuola. Si era avvicinato inoltre alle idee pangermaniste e di purezza della razza di Georg Von Schönerer. 

Durante la prima guerra mondiale venne ferito in varie occasioni. Si beccò anche due croci di ferro e una croce al merito per essersi distinto in battaglia, ma con la fine della guerra e la sconfitta della Germania, l’odio di Hitler per ebrei e comunisti si fece ancora più forte, arrivando ad incolpare loro per la sconfitta. Iniziò quindi la sua carriera politica essendosi avvinato a un piccolo partito nazionalista, il Partito Tedesco dei Lavoratori. 

Non ci volle molto prima che si facesse strada all’interno del partito grazie alle sue doti oratorie con le quali coinvolgeva gli ascoltatori. E in effetti anche grazie alle ridottissime dimensioni del partito. Ne diventò presto il leader cambiando il nome del partito in Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Era nato il partito Nazista.

Nel 1923, tentò un colpo di stato che però fallì miseramente. Venne quindi condannato per alto tradimento e imprigionato. E’ in quei mesi che scrisse il Mein kampf, il suo famoso libro traboccante odio e razzismo. Tornò libero nel 1924 dopo una riduzione di pena.

Il Partito Nazista ebbe una forte crescita e alla fine, nel 1933, Hitler diventò cancelliere del Reichstag. Un mese dopo, con l’incendio del Reichstag stesso, incendio pare doloso, viene firmato un decreto che dava al cancelliere il potere di prendere ogni misura necessaria al mantenimento della sicurezza pubblica. Il resto è storia, come si suol dire.

Morì il 30 aprile del 1945 con sua moglie Eva. Lei con una pillola di cianuro e lui, troppo codardo, sparandosi un colpo alla nuca.

Qualche aneddoto simpatico

  • Prima di tutto girano molte voci sul fatto che baffetto fosse ebreo. All’inizio non si sa chi fosse il nonno. Quello che però è certo, da un’analisi del DNA fatta su alcuni suoi parenti, è che lui aveva una certa percentuale di origine ebraica. Ma se consideriamo come ci siamo mischiati tutti nel corso della storia, questa non è una prova del fatto che un suo parente stretto lo fosse.
  • Hitler era anche un bel pervertito. Gli piaceva il sesso sadomaso ed incestuoso. Si era infatti invaghito di sua nipote, che amava denudare e sculacciare. la poveretta si è suicidata. Pare inoltre che fosse un coprofilo, cioè era eccitato dagli escrementi.
  • Aveva dei problemi sessuali per i quali faceva ricorso ad iniezioni di testosterone.
  • Gli piacevano da matti i dolci e tutto quello zucchero gli fece marcire i denti, però aveva anche paura del dentista e quindi, non curandosi a dovere, aveva una perenne alitosi.
  • Non ci vedeva bene, ma non voleva portare gli occhiali. Si faceva stampare i documenti con una speciale macchina che batteva a caratteri più grandi.
  • Sembra che da giovane si sia innamorato di una donna ebrea, alla quale non ha però mai dichiarato il suo amore.
  • Nel 1938 il Time ha nominato Adolf Hitler come Uomo dell’anno. In seguito la rivista si è giustificata dicendo che la nomina non aveva un’accezione positiva, ma solo che in quell’anno era stata una persona influente.
  • Non ha mai visitato un campo di concentramento.
  • Era un fervente sostenitore dei diritti per gli animali.
  • Odiava il fumo e non beveva alcolici, ma qualcuno dice che fosse un cocainomane.

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