ADDIO AMICI

IL MOSTRO DI NEROLA

Ernesto Picchioni attirava le sue prede in casa spargendo dei chiodi lungo via Salaria all’altezza del km 47, di modo che fossero costrette a chiedergli aiuto per riparare le gomme. Alle sue vittime rubava oggetti che desiderava ma non poteva avere, poi si sbarazzava dei proprietari per non destare sospetti. Appena abbassavano la guardia, le colpiva alla nuca e sotterrava i loro corpi

Non c’era movente sessuale, ma una profonda invidia dovuta alla sua condizione di povertà. Siamo durante la seconda Guerra mondiale e non sono molte le persone a possedere beni di ultima generazione come una bici elettrica. 

Fu la moglie a tradirlo. Un carabiniere, durante le indagini, entrò in casa di Picchioni. Lui non c’era, ma la moglie, senza neanche salutarlo, confessò subito. Nonostante fosse stata minacciata dal marito di subire la stessa sorte delle vittime se avesse parlato, alla prima occasione lo fece arrestare facendo finalmente chiarezza sulla vicenda. Si pensa che le vittime siano addirittura 16 anche se ne furono rinvenute solo 4 seppellite nel terreno. Picchioni fu condannato a 2 ergastoli e 26 anni di carcere. 

Morì nel 1967, a 67 anni. Le figlie vennero adottate da un imprenditore americano che, alla sua morte, lasciò in eredità alle due sfortunelle 2 milioni di dollari.

IL MOSTRO DI TORINO

Giancarlo Giudice è un uomo che ha avuto un’ infanzia infelice, fra collegi e separazioni. Venne a sapere della morte di sua madre dopo i funerali di lui. Aveva solo 13 anni e dopo quella terribile notizia tentò il suicidio.

Uccise la sua prima vittima sul 1983, Federica Pecoraro. Una prostituta quarantenne di cui non si saprà nulla del corpo per tre anni.  Era ossessionato dal sesso violento e uccideva le sue vittime prima, durante o dopo il rapporto sessuale. Altre quattro le uccise nel suo appartamento e quasi tutte furono legate con cavi elettrici o strangolate da calze di nylon. Alla fine il conto sarà di nove vittime, tutte prostitute sulla quarantina.

Dopo due ore dal suo ultimo omicidio venne arrestato mentre era in macchina a masturbarsi. Durante l’interrogatorio confessò tutto e le sue parole uscirono con soddisfazione del suo operato. Alla domanda perché l’hai fatto lui rispose: “Erano vecchie, grasse e poco curate”. Una l’ha eliminata perché aveva un reggiseno a fiori che giudicava volgare. Riteneva di sentire delle voci nella sua mente, probabilmente per rimediare l’infermità mentale, anche se sano proprio non lo era.

Venne condannato all’ergastolo per poi veder ridotta la sua condanna a 30 anni più tre di manicomio criminale. Nel 2008 sui giornali si annunciano le sue dimissioni dall’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia, dopo anni di cure. La sua privacy è protetta e filtrano solo indiscrezioni che si trovi in una comunità terapeutica, legata alle strutture sanitarie del territorio e controllata assiduamente. Da allora di lui non si avranno notizie

GIANFRANCO STEVANIN
Nel 1994, Gianfranco Stevanin abbordò una prostituta per passare una serata spensierata all’insegna del sano divertimento cattolico. Dopo due ore di giochi erotici violenti, la donna di strada tentò la fuga, Gianfranco però la bloccò e minacciò di ucciderla. Così lei, per salvarsi la vita, gli offrì tutti i suoi risparmi.

Nel tragitto in macchina, la ragazza, riuscì nuovamente a fuggire e ad avvertire le forze dell’ordine che subito arrestarono Stevanin, accusandolo di violenza sessuale ed estorsione.

Durante la perquisizione della sua abitazione gli agenti trovarono del materiale inquietante: libri di anatomia, scatole contenenti peli pubici e uno schedario con informazioni su tutte le sue partner. 

All’interno di questo album, per così dire, c’erano anche foto in cui si vedeva Stevanin fare sesso con una donna apparentemente priva di vita… i gusti son gusti…

Inoltre trovarono vari oggetti appartenenti a Biljana Pavlovic e Claudia Pulejo, due donne di cui non si avevano più notizie.

Un anno dopo il corpo di Biljana Pavlovic fu ritrovato sotterrato in un terreno di proprietà di Stevanin. Le ricerche portarono anche al ritrovamento del cadavere di Claudia Pulejo e di un altra ragazza mai riconosciuta. Durante il processo la difesa provò la strada dell’infermità mentale. A 16 anni infatti ebbe un grave incidente in moto che gli causò un notevole trauma cranico con lesione bilaterale dei lobi frontali e delle vie nervose collegate al sistema limbico. durante uno dei processi si presentò rasato per far vedere la cicatrice.

Infine venne condannato per l’omicidio di 5 donne, di cui due tuttora sconosciute. In carcere è anche diventato un eroe, salvando la vita a un suo compagno di cella che tentò il suicidio. Oggi dice di non ricordare nulla di quegli omicidi e vuole diventare frate francescano

 

IL MOSTRO DI MODENA

Uccise 10 donne fra il 1985 e il 1997. Le vittime erano principalmente prostitute tossicodipendenti. Quasi tutte sono state strangolate o pugnalate al termine di un rapporto sessuale. Tutte tranne Giovanna Marchetti, 19 anni, uccisa da un colpo di mattone alla nuca. 

Molte di loro si prostituivano per potersi pagare l’eroina, e molto probabilmente il killer le attirava proprio con la promessa di una dose.

Il caso è rimasto insoluto e tutt’ora ci sono forti dubbi sul fatto che si trattasse di una sola persona. Si pensa infatti che potessero essere due individui diversi, entrambi attratti dalla stessa tipologia di persone, ma che uccidevano uno a pugnalate e per strangolamento.

La faccenda, aldilà di tutte le innumerevoli ricostruzioni proposte negli anni, non ha avuto, ancora una soluzione e l’assassino, o gli assassini, non hanno tuttora un’identità.

Gli investigatori, commisero una serie di negligenze e sbadataggini, tra le quali la più grave è senz’altro lo spostamento quasi immediato dei cadaveri di due vittime.

Di recente il caso è stato riaperto, nella speranza che le nuove tecnologie possano portare  alla luce il vero colpevole. Sempre che gli inquirenti non facciano qualche altra fesseria. 

Pupazzi da Legare – Il primo podcast black humor dove la cronaca nera e il politicamente scorretto si incontrano in un minestrone maleodorante!
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