BILLY MILLIGAN

UNA STANZA PIENA DI GENTE

Ohio, 1977. Tre ragazze della Ohio State University vennero sequestrate, stuprate e poi rilasciate nel campus dell’università. Le tre descrissero un ragazzo alto, sulla ventina, capelli lunghi e baffi. La stessa persona, ma caratterialmente molto diverso, secondo ciascuna delle tre ragazze.

Dalle foto segnaletiche due delle vittime riconobbero l’aggressore in William Stanley Milligan. Il giorno dell’arresto non fece resistenza. Disse piuttosto di essere molto dispiaciuto e di non ricorda nulla della vicenda. 

William, detto Billy, nacque a Miami Beach nel 1955. Il padre soffriva di depressione, tanto da suicidarsi con i gas di scarico della sua auto.

La madre decise quindi di trasferire la famiglia in Ohio dove conobbe Chalmer Milligan, il secondo marito. Chalmer era  un violento che picchiava la moglie e torturava Billy picchiandolo, stuprandolo e, in un’occasione, seppellendolo vivo.

IL VASO DI PANDORA: 24 PERSONALITA’  

Durante la detenzione non affrontava mai gli interrogatori allo stesso modo: a volte era timido e distaccato, altre spavaldo ed altre ancora parlava con accenti diversi.

Billy venne sottoposto ad esami psichiatrici dalla dott.ssa Dorothy Turner, psichiatra del Southwest Community Mental Health Center in Columbus (Ohio), e cominciò a far emergere delle identità diverse; la diagnosi fu un disturbo dissociativo dell’identità, il che permise ai suoi due avvocati difensori di costruire l’intera difesa sull’infermità mentale.

A seguito della diagnosi venne alla luce un fatto veramente incredibile. Billy aveva 24 personalità differenti. Alcune erano uomini risoluti ed esperti di armi e combattimento come Regan, uno jugoslavo che prendeva la luce (modo di dire delle personalità stesse quando prendevano possesso della coscienza di Billy) in momenti di difficoltà o di pericolo. Altre volte erano donne come Adalana, una diciannovenne lesbica e poeta, che usciva principalmente per le faccende di casa (fu lei a rapire le tre ragazze dell’università in Ohio). Altre volte erano addirittura bambini come Shown, di 4 anni, sordo e senza alcuna dote. 

Di tutte queste personalità, solo 10 avevano l’autorizzazione ad uscire, mentre le altre erano indesiderate perché incontrollabili. C’era Kevin, 20 anni, che spacciava e assumeva droga. Poi c’era Tommy, 16 anni, esperto di elettronica e mago della fuga; era quello che prendeva il controllo quando si trattava di liberare Billy da corde, manette e camicie di forza, grazie alla sua capacità di controllare muscoli e ossa delle mani…

LA TERAPIA RITARDATA

Dopo vari ricorsi il caso Milligan fu reso speciale anche dalla sentenza finale che lo vide come il primo caso di disturbo dissociativo dell’identità legato ad un fatto di cronaca ad essere scagionato dalla condanna per l’infermità mentale. 

Fra tutte le personalità di Billy, una in particolare spiccava per importanza, specialmente per la riabilitazione di Billy: “il maestro”. Lo scopo della terapia infatti fu quella di portare tutte le personalità alla stessa età, aggregandone i ricordi e creando una sorta di fusione in un’unica entità. “Il maestro” aveva la stessa età di Billy, cioè 26, ed era l’unica ad essere cosciente di tutte le altre personalità e a conservarne i ricordi completi: una sorta di super Billy.

Grazie alla sentenza poté cominciare la terapia sulla base degli esperimenti fatti in precedenza per delinearne lo stato psichiatrico. Billy venne sottoposto ad encefalogramma che dava risultati differenti per ogni personalità. Una cosa impossibile da truccare che dà la prova definitiva dello stato mentale di Billy.

A CAVAL DONATO…

Nel 1991 venne liberato e considerato “fuso”, a significare la totale congiunzione delle altre personalità. Grazie a dei risarcimenti dello stato dell’Ohio e ai diritti sul libro di Daniel Keyes Una stanza piena di gente, Billy cercò di condurre una vita normale, avviando addirittura una casa di produzione cinematografica, la Stormy Life Productions. Billy muore nel 2014 a causa di un tumore. Fino alla fine dei suoi giorni egli stesso asserì di non essere mai completamente guarito dal suo disturbo.

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