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IL SUICIDIO DI MASSA DI JONESTOWN

Cosa può spingere centinaia di persone a fare il più grande suicidio di massa della storia moderna? Eppure è bastato un uomo che, con il suo carisma e qualche tarlo nella testa, ha scritto una delle pagine più orrende del secolo scorso. 

James Warren Jones nasce nel maggio del 1931 nell’Indiana. Era un cristiano molto attivo, andava spesso nei sobborghi neri a predicare il vangelo. 

A 21 anni divenne pastore e l’argomento principale delle sue prediche era l’integrazione, ma vedendosi ignorato dalla comunità bianca decise di fondare una sua chiesa: Il Tempio dei Popoli.

Piano piano iniziarono i deliri: predisse che ci sarebbe stata la guerra nucleare, esattamente il 15 luglio del ‘67, cavalcando l’onda della guerra fredda e convincendo in fine 150 persone a seguirlo in California per formare una comunità (un Manson dei neri). 

Una delle tattiche persuasive di Jones era inscenare miracoli: fingeva di conoscere i nomi di persone appena incontrate, guariva gli infermi e ridava addirittura la vista ai ciechi. Il tutto con l’aiuto dei seguaci più fedeli.

Molti dei seguaci erano senzatetto, tossici o sbandati, spesso madri sole e povere. Non era particolarmente difficile convincerli a lasciare la loro vita attuale per seguirlo ovunque. Tutti trovavano conforto in questa comunità, finalmente facevano parte di una famiglia.

La comunità di Jones aveva alcuni appartamenti in affitto dove abitavano i membri gratuitamente! Prima però dovevano vendere tutti i loro beni o intestarli alla sua chiesa.

I membri più stretti, come segno del loro impegno, dovevano firmare delle false confessioni dove si accusavano di gravi crimini, come ad esempio di aver abusato delle proprie figlie. Tali confessioni venivano poi custodite in cassaforte da Jones

Le cose cominciarono a degenerare il 1974, quando i giornali iniziarono a descrivere Jones come un “tiranno paranoico”, portando anche svariate testimonianze di ex membri della setta.

Così Jones acquista dei terreni in Guyana, nel sudamerica nordorientale mandando alcuni fedeli a lavorare per preparare un piccolo villaggio nel cuore della giungla. Una terra promessa dove “le donne potevano partorire senza dolore”.

Nel giro di poche settimane arrivarono ad essere circa 700 persone. Tanto per mantenere un clima di fratellanza e libertà, appena arrivati gli venivano subito confiscati i documenti… non si sa mai!

Jones diventava sempre più paranoico, si procura anche delle armi di contrabbando, faceva discorsi deliranti su presunti fascisti che volevano attaccare e distruggere la comune, inscenando finti attentati alla sua persona, organizzati insieme ad alcuni fedelissimi.

Tutto ciò portò all’apice del delirio, fino a partorire l’idea di un suicidio collettivo, usando del cianuro.

Leo Ryan, un deputato californiano venuto a conoscenza di Jonestown, decise di recarsi nella baraccopoli in Guyana insieme ad una troupe di giornalisti di varie testate nazionali, oltre ad alcuni parenti dei fedeli della setta.

Mano a mano che il tempo passava, sempre più persone chiesero a Ryan ed alla sua troupe di portarli via con loro. Parallelamente però, la maggior parte dei seguaci iniziava a guardarli in modo sempre più ostile.

Il giorno della partenza, si presentarono 6 uomini armati ed iniziarono a sparare. Si salvarono solo alcuni di loro, ma fra i morti ci fu anche il deputato Leo Ryan.

A quel punto Jones fece un’assemblea con tutti i seguaci, e disse che era giunto il momento del suicidio rivoluzionario, così lo chiamava.

Solo una persona prese la parola per dirsi contraria, la maggior parte, invece, si disse pronta a morire, se era questo che Jones voleva. Venne portato un grande bidone, contenente del succo di frutta, cianuro e anestetico.

Si formarono lunghe file ordinate, la maggior parte delle persone prese il veleno volontariamente. Quando la gente cominciò a morire, gli aiutanti spostavano i corpi in file per permettere il passaggio agli altri seguaci, in attesa della loro dose. 

Alcuni si fecero prendere dal panico. Per “aiutarli” gli veniva iniettato il cianuro con le siringhe, altre volte invece li costringevano a berlo con la forza. Nella confusione finale, solo alcuni riuscirono a fuggire. Quando ormai erano tutti morti, Jones si uccise con un colpo di pistola alla tempia.

Morirono in totale 913 persone. 304 minorenni, di cui 131 sotto i 10 anni.

 

Per spiegare questo delirante comportamento, totalmente contrario ad ogni istinto di sopravvivenza, ci viene in aiuto Robert Cialdini, un famoso sociologo americano. Nel suo libro “Le armi della persuasione” descrive il principio della riprova sociale. Qui trovi il link se vi interessa leggerlo.

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