UNABOMBER – TED KACZYNSKI

UN RAGAZZO GENIALE
Theodore John Kaczynski, meglio noto come Unabomber, nasce nel 1942 a Chicago da due immigrati polacchi. Da ragazzino è stato sottoposto ad un test di intelligenza e ha ottenuto quasi 170 punti, cosa che gli ha fatto saltare un anno scolastico e scatenato un insano bullismo da parte dei suoi compagni di classe.

Ciò nonostante riuscìa diplomarsi presto e a soli 16 anni si iscrisse ad Harvard. In questo periodo ha partecipato ad uno studio che analizzava, tramite delle interrogatori molto aggressivi, come le persone reagiscono allo stress. In molti pensano che questo esperimento fu la causa scatenante della follia di Theodore.

UNABOMBER - Theodore John Kaczynski

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UNA BOMBA PER DOMARLI E NEL BUIO INCATENARLI
Laureato a soli 20 anni trovò lavoro per un breve periodo come assistente di un professore, ma nel ‘69 diede improvvisamente le dimissioni. Si trasferì in una baracca di 11 mq nel Montana vivendo senza acqua corrente ed elettricità. Cacciava il suo cibo e ogni tanto trovava qualche lavoretto occasionale, anche se a volte la famiglia dovette dargli una mano economica.

Sarebbe potuto diventare un matematico da Nobel e invece nel 1978 Ted decise di trovarsi un nuovo hobby: la costruzione di ordigni esplosivi. Il primo pacco bomba lo spedì a Buckley Christ, un professore dell’istituto tecnologico della Northwestern University, che consegnò subito alla polizia visto l’aspetto poco rassicurante. La bomba era rudimentale e l’esplosione non fu molto efficace, Christ se la cavò che lievi ferite.

Nel 1979 piazzò un altro pacco bomba su un Boeing 727, ma il timer dell’ordigno ebbe un malfunzionamento e la bomba non esplose. Causò comunque un incendio costringendo l’aereo ad un atterraggio d’emergenza. 12 passeggeri rimasero intossicati, ma se fosse esploso non ci
sarebbero stati sopravvissuti. 

NON C’E’ TRIPPA PER GATTI
L’FBI cominciò le indagini, coniando il termine UNABOM (UNiversity and Airline BOMber) e con la consulenza del profiler John Douglas, che aveva già lavorato in altri casi riguardanti serial killer come Ed Kemper. John aveva notato un estremo desiderio di fare del male, con l’ultima bomba aveva capito che Unabomber mirava a danneggiare più persone possibili. 

In un primo momento Ted non sembrava curarsi dell’FBI, ma viste le pressioni e forse per affinare ancora di più la tecnica, decise di smettere con le esplosioni, almeno fino al 1993.

In quell’anno lasciò due pacchi bomba in due università e in entrambi i casi ci fu almeno un ferito grave. Nel secondo caso in particolare la vittima ebbe gravi danni all’addome e perse un braccio, un occhio e un orecchio. Nel ‘94 e nel ‘95 ci furono le ultime due esplosioni, entrambe andate a segno visto che causarono altre due vittime, per non contare i danni psicologici provocati a tantissime altre persone.

PESSIME IDEE DA UN MANIFESTO
Minacciando che non si sarebbe mai fermato obbligò le testate giornalistiche a pubblicare il suo manifesto, dove sfogava tutta la frustrazione e l’odio che provava nei confronti della modernità e della tecnologia. Leggendolo però qualcuno riconobbe  il modo di scrivere di Ted. Si trattava di suo fratello David  e della moglie Linda. Nel 1996, a seguito di questa segnalazione, Unabomber fu arrestato nella sua baracca dove gli agenti trovarono molte altre prove, come un’altra bomba e le pagine originali del Manifesto. 

Al processo si dichiarò colpevole, ma non fu giustiziato. Ancora oggi sconta l’ergastolo senza possibilità di appello. Sembra quasi gli sia dispiaciuto visto che in cella ha cercato comunque di suicidarsi.

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